Un anniversario a misura di gruppo
Fino a 40 ospiti in sala riservata: spazio per chi volete davvero, con un servizio attento e senza frettolosità.
Festeggia un anniversario di matrimonio, di coppia o una ricorrenza speciale in Galleria Umberto I: sala fino a 40 persone, menù su misura e cucina piemontese.
Dume è una trattoria contemporanea in Galleria Umberto I, nel centro di Torino: il luogo giusto per un anniversario intimo — di matrimonio, di relazione o di amicizia — con le persone care, senza la rigidità di un grande salone.
Fino a 40 ospiti in sala riservata: spazio per chi volete davvero, con un servizio attento e senza frettolosità.
In Galleria Umberto I, in pieno centro: facile da raggiungere e perfetto per restare in città dopo i brindisi.
Menù concordati insieme, con i piatti firma di Dume e abbinamenti dalla nostra carta di vini piemontesi.
Un salotto contemporaneo sotto la volta della Galleria: elegante abbastanza, informale quanto basta.
La sala di Dume, con la parete di vini e la cantina a vista, accoglie il vostro anniversario in uno spazio riservato nel cuore di Torino: fino a 40 persone, in un ambiente raccolto e contemporaneo.







Dume si trova in Galleria Umberto I° 10/13, 10122 Torino, nel centro città, a pochi passi dal Quadrilatero Romano.
Accogliamo gruppi fino a 40 persone in sala riservata. Scriveteci per verificare la disponibilità per la vostra data.
Sì: siamo adatti a ricevimenti raccolti, anche dopo anni di matrimonio, con menù e vini su misura. Per un matrimonio vero e proprio vedi anche la pagina dedicata ai matrimoni intimi.
Certo: concordiamo insieme orario, menù e dettagli in modo discreto. Contattaci e ti spieghiamo come procedere.
Sì. Concordiamo insieme un menù di gruppo su misura, di cucina piemontese contemporanea, con abbinamenti dalla nostra carta dei vini.
Compila il form nella pagina Contatti oppure scrivici a info@dume.it o chiamaci: ti prepariamo un preventivo su misura.
Scrivici o chiamaci: prepariamo un preventivo su misura e fissiamo un sopralluogo in Galleria Umberto I.